I giorni successivi, sono tornata, e poi così di seguito, per quasi due anni, fino ad oggi: appena posso, appena riesco, arrivo, mi inginocchio, prego, piango, parlo, sto in silenzio, ascolto.Adoro.
Cos'è per me, l'Adorazione? Una presenza viva. Il mio Dio, il mio Signore, presente anche se immobile e rinchiuso per amore, in un'ostia tonda e bianca. E' il papà, che mi ascolta, mi guida, mi sprona, mi consola, mi ispira azioni che a me non verrebbero mai in mente. A volte mi sgrida pure, e mi sembra di sentirlo rimbombare nella mia coscienza, quando faccio qualcosa che non avrei dovuto fare (o che avrei potuto fare meglio). E' il mio papà, ma è anche il mio Dio, al quale devo tutto: la vita, la salute, i miei cari, le esperienze belle e quelle meno belle; il mio Dio al quale devo assoluta riverenza, onore e rispetto, perchè è il Re dei Re, e non posso fare a meno di inginocchiarmi, davanti a Lui.
Guardando Lui, l'occhio mi cade ogni volta anche sul Crocifisso, dietro, e sui bassorilievi della Madonna e di San Giovanni sotto la croce: dove c'è Gesù, c'è anche Maria, sempre, e, soprattutto, Maria c'è, rimane (Stabat mater), ferma, stabile, in silenzio, a soffrire con Lui.
Quante volte ho guardato Gesù, e poi ho guardato Maria, pregando: quante volte, piena di sofferenza e di domande senza risposte, sono arrivata in Chiesa, mi sono inginocchiata, ho guardato Gesù, poi ho guardato Maria... E ho capito tutto,
L'Adorazione è per me palestra di vita. Sono una mamma, sono una moglie, sorella e figlia, ed adorando ho capito che avrei voluto tanto essere mamma, avrei voluto essere donna, come lo era stata la Madonna.
Cosa faceva, Maria? Apparentemente nulla di speciale. Era sempre nascosta, non si faceva notare da nessuno, non era particolarmente "calcolata" dalla società in cui viveva; docile, umile, silenziosa, quasi invisibile, eppure senza di Lei, e senza la sua mediazione materna, ora non saremmo Chiesa, ora non avremmo la Chiesa, perchè Gesù ci ha affidati tutti a Lei.