Eli disse a Samuèle: «Vattene a dormire e, se ti chiamerà, dirai: “Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta”». Samuèle andò a dormire al suo posto.
Venne il Signore, stette accanto a lui e lo chiamò come le altre volte: «Samuèle, Samuèle!». Samuèle rispose subito: «Parla, perché il tuo servo ti ascolta».

Samuèle crebbe e il Signore fu con lui, né lasciò andare a vuoto una sola delle sue parole.
(1Sam 3, 1-10, 19-20)

Samuele, primo profeta, non lasciò cadere a vuoto nessuna delle parole di Dio, che comincia a chiamarlo di notte, mentre sta dormendo vicino al tabernacolo.
Il Signore ci dona le Sue parole, perché siano luce nella nostra vita; la notte è simbolo un po’ del non vedere, ma dello stare anche svegli, per avere il cuore aperto alla Sue parole.
Di notte Gesù guarisce e parla col Padre, mentre gli altri dormono.

Chiediamo al Signore questo cuore aperto alla Sua Parola, che riempia la nostra vita e ci tolga tutto il resto che non c’entra. Il Signore davvero ci doni il coraggio di Samuele di alzarci di notte, di ascoltarLo, e fidarci della Sua Parola, luce per la nostra vita.

Gesù, Maria Giuseppe vi amo
salvate anime

(D.G)