Se avessi prestato attenzione ai miei comandi, il tuo benessere sarebbe come un fiume, la tua giustizia come le onde del mare. La tua discendenza sarebbe come la sabbia e i nati dalle tue viscere come i granelli d’arena”
(Is 48,17-19)

” A chi posso paragonare questa generazione? È simile a bambini che stanno seduti in piazza e, rivolti ai compagni, gridano: “Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non vi siete battuti il petto!”.
È venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e dicono: “È indemoniato”.
È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e dicono: “Ecco, è un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori”.
(Mt 11,16-19)

Oggi sembra che il Signore un po’ si lamenti, perché il Suo annuncio, la Sua salvezza, non viene accolta, sia che sia un digiuno, sia che sia uno stare insieme in festa, insomma, c’è sempre una scusa per non accogliere Lui e la Sua salvezza.

C’è un solo modo in effetti per accogliere la Sua salvezza, ed è quello di viverla, di gustare il frutto dell’obbedienza a Dio.
La salvezza è che il Signore inizia a farci gustare il frutto del bene: chi fa il bene sta bene.

Questo sarà in pienezza in Paradiso, ma già adesso possiamo pregustare questa giustizia, che davvero solo chi fa il bene sta bene, e chi fa il male sta male.

Il Signore ha iniziato a fare questa giustizia, a far tornare i conti, e nel nostro cuore accade proprio così, ma solo chi vive e obbedisce al Signore lo gusta e lo prova.

Gesù, Maria Giuseppe vi amo
salvate anime

(D.G)