“Come ti rendesti glorioso, Elia, con i tuoi prodigi!

E chi può vantarsi di esserti uguale?

Tu sei stato assunto in un turbine di fuoco, su un carro di cavalli di fuoco; tu sei stato designato a rimproverare i tempi futuri, per placare l’ira prima che divampi, per ricondurre il cuore del padre verso il figlio e ristabilire le tribù di Giacobbe.

Beati coloro che ti hanno visto e si sono addormentati nell’amore”

(Sir 48,1-4.9-11)

Oggi, primo giorno della novena di Natale, le letture ci parlano di Elia, che viene a ristabilire ogni cosa, cioè il cuore del padre verso il figlio.

Il Signore viene a ri-dipingere l’immagine divina in noi, che è quella di un padre che ama il figlio.

Questo è Dio, e questi siamo noi: questo è dipinto nel nostro cuore.
Infatti Elia morì in un carro di fuoco, il simbolo dell’amore.

Ecco, dobbiamo ritornare ad essere padri: ognuno di noi è padre, è fecondo nel suo amore, ognuno di noi è figlio e sa di dover ricevere sempre l’amore, ognuno di noi è amore che unisce il padre e il figlio.

Noi siamo questo: siamo creati ad immagine di questo amore, e il Natale ri-dipinge e ri-disegna nel nostro cuore questa immagine, che è fuoco d’amore. Davvero, vieni Santo Spirito

Gesù, Maria Giuseppe vi amo

salvate anime

(D.G)