In quei giorni, Davide andò e fece salire l’arca di Dio dalla casa di Obed-Edom alla Città di Davide, con gioia. (…)
Davide
danzava con tutte le forze davanti al Signore. (…).
Così Davide e tutta la casa d’Israele facevano salire l’arca del Signore
con grida e al suono del corno (…)Quando ebbe finito di offrire gli olocausti e i sacrifici di comunione, Davide benedisse il popolo nel nome del Signore degli eserciti e distribuì a tutto il popolo (…)una focaccia di pane per ognuno, una porzione di carne arrostita e una schiacciata di uva passa”   (2Sam 6,12b-15.17-19)

Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui,(Gesù )disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».    (Mc 3, 31-35)

Buon 23 Gennaio, giorno del matrimonio tra Maria e Giuseppe, secondo l’antica tradizione.

Oggi Davide porta l’arca di Dio (dove c’erano le tavole dei dieci Comandamenti, le clausole del patto nuziale fra Dio e Israele) nel Tempio a Gerusalemme, e lo fa con gioia, ballando con tutte le forze, gridando, offrendo sacrifici, mangiando, come un matrimonio.

Con Dio è sempre un matrimonio, c’è sempre la gioia dell’amore, che è quella del matrimonio.

Anche nel Vangelo Gesù parla di essere madre, fratello e sorella di Dio.
Chi ascolta e fa la volontà di Dio crea un legame che è quello di una famiglia, ma anche di più: ha la stessa vita di Dio, ma la dona anche, diventa in un qualche modo anche genitore di questa vita.
Questo è il mistero della salvezza cui Dio ci chiama!

Gesù, Maria Giuseppe vi amo
salvate anime

(D.G)