“Egli ha fatto bella ogni cosa a suo tempo; inoltre ha posto nel loro cuore la durata dei tempi,
senza però che gli uomini possano trovare la ragione di ciò che Dio compie dal principio alla fine” (Qo 3,1-11)
C’è un tempo per ogni cosa sotto il cielo, dice il Qoelet.
Tutto quello che sperimentiamo ha un inizio e ha una fine, eppure nel cuore dell’uomo c’è il concetto di infinito, di eterno.
Chi l’ha messo dentro?
Da dove viene?
L’ha messo dentro Dio, nell’anima dell’uomo, solo dell’uomo, come nostalgia di Lui, per attirarlo a sé. Perché l’uomo desideri Dio.
Ora, ci vuole un qualcosa, un qualcuno, di concreto, ma capace di abbracciare l’infinito, di dare un senso a tutta la storia, che sia più grande dell’universo: Cristo, anzi il Corpo di Cristo, l’Eucaristia, che, pur essendo un pezzo di materia definito, dentro di sé ha l’infinito, e dà ragione e dà senso di tutto quello che succede.
Gioie e dolori, morte e vita: tutto quanto acquista un senso in Cristo.
Gesù dà senso all’infinito, dà senso all’universo, dà senso a tutta la storia e salva tutto.
Gesù, Maria Giuseppe, vi amo
salvate anime
(D.G)