Visto Gesù da lontano, accorse, gli si gettò ai piedi e, urlando a gran voce, disse: «Che vuoi da me, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Ti scongiuro, in nome di Dio, non tormentarmi!». Gli diceva infatti: «Esci, spirito impuro, da quest’uomo!». E gli domandò: «Qual è il tuo nome?». «Il mio nome è Legione – gli rispose – perché siamo in molti».

(…)Mentre risaliva nella barca, colui che era stato indemoniato lo supplicava di poter restare con lui. Non glielo permise, ma gli disse: «Va’ nella tua casa, dai tuoi, annuncia loro ciò che il Signore ti ha fatto e la misericordia che ha avuto per te».

(Mc 5,1-20)

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Buon lunedì dalla riva del mare, da Venezia.

Oggi Gesù chiede ai demoni: “Qual è il tuo nome?”, poi alla fine dà un nome nuovo all’indemoniato guarito:
ciò che il Signore ha fatto per te, la misericordia che ti ha usato, ecco, tu sei quello, racconta quello.

Il Signore ci cambia, ci rinnova, ci guarisce, ci dà un nome nuovo. Il nome è quello che Lui ci dona, noi siamo quello che Lui ha fatto per noi, noi siamo il Suo perdono verso di noi.

Parliamo di questo: di quello che fa il Signore nella nostra vita perdonandoci, parliamo di questo perché noi siamo questo.
Diciamolo a tutti!

Gesù, Maria Giuseppe vi amo
salvate anime

(D.G)