In quel tempo, Gesù venne nella sua patria(…).

Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo.

(Mc 6, 1-6)

Buon 31 Gennaio, memoria di Don Bosco, patrono degli educatori: ci doni la grazia oggi di imparare a lasciarci educare da Dio, cioè a “prendere su” il ritmo di Dio.

È la liturgia, la Messa feriale, le letture del giorno, il Vangelo del giorno, che ci danno il ritmo di Dio, che è una questione di Parola, cioè di amore, di relazione, e non di numero.

Oggi Davide fa il censimento, vuole conoscere il ritmo del suo popolo, il numero; ma il controllo e il calcolare è l’esatto contrario della fede, e non è intelligente, perché ti preclude la profondità, la persona, che è unica, e ti lascia in superficie.

Così è anche lo sguardo superficiale dei compaesani di Gesù, che vedevano in Lui semplicemente un falegname.

Il Signore ci doni davvero il Suo ritmo, il Suo sguardo profondo pieno di amore, la Sua intelligenza, mediante la Sua Parola quotidiana, con il vocalino di ogni giorno.

Gesù, Maria Giuseppe vi amo
salvate anime

(D.G)