“La nostra cittadinanza infatti è nei cieli e di là aspettiamo come salvatore il Signore Gesù Cristo,
il quale trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso,
in virtù del potere che egli ha di sottomettere a sé tutte le cose”(Fil 3,17-4,1)
“ Il ventre e il loro Dio”: pensano solo alle cose della terra, invece, scrive San Paolo ai Filippesi, la nostra cittadinanza è nei cieli; come dice Gesù nel Vangelo di oggi, noi siamo i figli della luce.
Il Signore, con una piccola parabola, ci invita ad essere un po’ più scaltri, intelligenti, previdenti e mettere da parte un buon guadagno in cielo.
Come ci diamo da fare per guadagnare sulla terra, per sistemare le cose terrene (e in questo siamo bravi), ancora più dobbiamo essere intelligenti, attivi nel guadagnare il tesoro del cielo, perché noi veniamo da lì.
Il nostro Dio non è il ventre, ma è il corpo glorioso di Cristo; allora il Signore trasformerà i nostri corpi, la nostra povertà, in qualcosa di divino.
Diamoci da fare, diventiamo intelligenti, combattiamo la buona battaglia per accumulare tesori e guadagnare la vita eterna in cielo.
Gesù Maria Giuseppe, vi amo
salvate anime!
(D.G)