Mentre ella prolungava la preghiera davanti al Signore, Eli stava osservando la sua bocca. Anna pregava in cuor suo e si muovevano soltanto le labbra, ma la voce non si udiva; perciò Eli la ritenne ubriaca. Le disse Eli: «Fino a quando rimarrai ubriaca? Smaltisci il tuo vino!». Anna rispose: «No, mio signore; io sono una donna affranta e non ho bevuto né vino né altra bevanda inebriante, ma sto solo sfogando il mio cuore davanti al Signore. Non considerare la tua schiava una donna perversa, poiché finora mi ha fatto parlare l’eccesso del mio dolore e della mia angoscia”  (1Sam 1,9-20)

“Sto solo sfogando il mio cuore davanti al Signore; mi fa parlare l’eccesso del mio dolore“.
Così Anna descrive la sua preghiera: un dolore, una disperazione che le apre il cuore, e si apre alla speranza, e apre anche il cuore di Dio.

Nel Vangelo il Signore ci dà una novità, che è la Sua Parola che finalmente agisce, comanda al male, e lo vince: non più una parola vuota, esterna.
Ecco, la nostra parte è questa, quella di uscire da noi stessi, aprire il nostro cuore, di eccedere, di sfogarci davanti a Lui, e poi credere che Lui è capace di fare cose nuove, con la Sua Parola, l’ unica efficace che cambia le cose.

Il Signore ci doni di imparare a pregare così, per rinnovare la nostra vita.

Gesù, Maria Giuseppe vi amo
salvate anime

(D.G)