L’Eucaristia non è solo un simbolo, ma cibo vero.
Nutrirci del Corpo di Cristo e dissetarci del suo Sangue versato ci trasforma
e ci dona la forza per amare come lui e diventare pane spezzato per gli altri.
Un salto qualitativo che troviamo bene espresso dalle parole di Paolo:
«Il pane che noi spezziamo non è più simbolo, ma comunione al corpo di Cristo»
(II Lettura).
L’unico pane, condiviso da molti, crea l’unità del corpo ecclesiale.
L’Eucaristia è realtà sacramentale, non semplice ricordo.
Gesù ci rivela questa verità inaudita con linguaggio crudo e senza metafore, al punto da scandalizzare chi lo ascolta: «Il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo» (Vangelo).
Gesù non offre qualcosa, ma sé stesso.
L’Eucaristia, infatti, attualizza il sacrificio del Calvario, perché a farsi realmente presenti sotto le specie del pane e del vino sono la sua Carne offerta e il suo Sangue versato per la nostra salvezza.
La vita eterna non è un premio futuro, ma inizia ora.
Ogni volta che ci nutriamo di questo Pane il cielo tocca la nostra terra.
il Santissimo Sacramento insieme all’Immacolata, è la risposta ai segni dei tempi della cultura contemporanea:
alla cultura della morte, l’Eucaristia risponde con la cultura della vita;
contro l’egoismo individuale e sociale l’Eucaristia afferma la donazione totale;
all’odio e al terrorismo l’Eucaristia contrappone l’amore;
davanti al positivismo scientifico l’Eucaristia proclama il mistero;
opponendosi alla disperazione l’Eucaristia insegna la speranza certa dell’eternità beata