CHI SIAMO?
Lunedì scorso si è svolta l’assemblea della Zona Pastorale 50 di Pianoro, durante la quale i fedeli hanno riflettuto sul futuro delle comunità e del territorio. Abbiamo chiesto, ad alcune persone presenti, un loro giudizio sulla serata.
“Assemblea Zonale. Perche? Che senso darle? Ci hanno spiegato che la carenza di sacerdoti nel futuro, che è già qui, deve aprire le porte a nuove forme di partecipazione, condivisione e responsabilità. Giusto!
Quindi, secondo noi, questo è stato un incontro importante per gettare un semino in questo solco.
Ma occorre crederci!
Le persone parteciperanno se si sentono coinvolte e se si scoprono necessarie.
Adorazione Perpetua, stazioni quaresimali, Caritas zonale insegnano!
Altrimenti si corre il rischio di creare un’altra struttura, richiesta e obbligatoria, ma vuota di contenuti e senso. Abbiamo apprezzato gli interventi che hanno invitato a impiegare energie nella formazione dei laici alla responsabilità.
Ma la responsabilità laicale si forma anche vivendola. Continuiamo a credere che i Consigli Pastorali, pensati dai nostri Padri Conciliari, siano la miglior palestra per esercitarsi in questo compito che sarà essenziale nel futuro.
I Consigli Pastorali responsabilizzano i laici, quelli che scelgono i loro “mandati”, e quelli che che ricevono dalle assemblee il mandato per sostenere e accompagnare i sacerdoti nel governo delle Comunità.
Diversamente, in un futuro con la presenza limitata dei sacerdoti, abituati a decidere e coordinare in solitaria, si correrà il rischio che le Chiese vengano guidate da “gruppi” incapaci di interagire tra loro, o dai laici più intraprendenti… cosa non auspicabile.
Nel Consiglio Pastorale invece corrono le voci delle diverse generazioni, e dei gruppi di diversa natura che insieme interagiscono per indicare una strada condivisa.
Ma occorre dialogo e ascolto! E i social ci hanno disabituato alla ricchezza del confronto.
Dialogo, nei Consigli e nelle Assemblee, è non temere opinioni diverse, perché siamo diversi, pensati così dal Signore.
Ascoltare un pensiero “diverso” da un fratello nella fede, ci aiuta ad aprire mente e cuore.
Dialogo, nei Consigli e nelle Assemblee, è stabilire un ponte tra le generazioni che insieme collaborano e dove gli anziani offrono ai giovani una storia, un’esperienza, e i giovani seminano un futuro con le loro potenti energie.
Dialogo, nei Consigli e nelle Assemblee, è sopportare che prevalga un pensiero collegiale, non il mio, non quello del mio gruppo, nella consapevolezza che lo Spirito Santo aleggia e poi ci penserà lui”.
Angelo e Annarosa Volta